BARTOLO NIGRISOLI

Medico / Chirurgo

Sant’Alberto di Ravenna, 1858 – Bologna, 1948

Venne detto il “dottore dei poveri”, il che dimostra la sua umanità e la sua considerazione nel campo della medicina, che espletò sia come docente all’università sia con il Primariato di chirurgo all’Ospedale Maggiore.

Laico e di sinistra, si oppose per quanto possibile all’avvento del fascismo, tanto da rifiutare la carica a Senatore del Regno (1924) e firmare il Manifesto di Benedetto Croce contro gli intellettuali fascisti. Fu l’unico docente che nel ’31, rifiutò di giurare fedeltà al partito, per cui perse cattedra e primariato, dedicandosi esclusivamente alla professione privata e fondando una clinica che ancora oggi è fra le più note della città.

Ma la sua dirittura morale, senz’altro libertaria e non vincolabile dalla politica, la dimostrò anche durante la lotta di liberazione, rifiutando la nomina di rettore onorario dell’università che il Comitato di Liberazione Nazionale gli aveva offerto.

Un breve appunto va fatto sul figlio Carlo, per il “Caso Nigrisoli” che appassionò nel 1963 l’intera Bologna. Uccise infatti per avvelenamento la moglie Ombretta, un omicidio a sfondo passionale che ripeteva dopo cinquant’anni, sempre a Bologna e sempre in ambiente medico (sia pure con diverse modalità) l’epocale “Caso Murri”.