ANNALES E CRONOLOGIA DI BOLOGNA

I BENTIVOGLIO
Tre Signori di Bologna, ma solo per pochi giorni ciascuno
1399 - 1445.

 

1399 - 1401: Giovanni I


Giovanni I


La “Sega” dei Bentivoglio
In una medaglia d’epoca

Emerge nell’ambito politico bolognese di fine Trecento la famiglia dei Bentivoglio, appartenenti all’Arte dei Beccai (macellai), come documento il loro stemma su cui impera una sega, importante strumento di tale attività.

Loro capo era Giovanni, di cui ben poco sappiamo, sia come carattere che come reali intenzioni politiche.

Di certo c’è che eletto Gonfaloniere perpetuo, in pratica, Signore indiscusso di Bologna, la popolazione e gran parte della nobiltà lo appoggiano e approvano la sua nomina.
Ma l’entusiasmo è brevissimo.

1402: Caduta e morte di Giovanni I

Nonostante sia passato quasi mezzo secolo dall’ultima loro dominazione su Bologna. i Visconti di Milano non hanno abbandonato le loro aspirazioni di farvi valere i loro diritti di possesso e, anche sostenuti dalle fazioni avverse ai Bentivoglio (Gozzadini, Galluzzi, Isolani) assalgono la città sconfiggendo l’esercito bolognese, nella battaglia di Casalecchio.

Giovanni è gettato in mezzo alla folla inferocita e da essa linciato in piazza.

Il primo tentativo dei Bentivoglio di assurgere alla Signoria di Bologna finisce così nell’arco di pochi mesi.

1402 – 1416: Ancora Visconti e Cardinali

I Visconti tornano a dominare su Bologna, ma per un solo anno, poi, subentra di nuovo la Chiesa con il Cardinale Baldassarre Costa, che diverrà a breve l’antipapa Giovanni XXIII.

Il governo della chiesa e la prevalenza del partito nobiliare su quello popolare durano fino al 1416, nonostante un tentativo di rivolta andato a vuoto nel 1413.

1416 : Torna l’autonomia

Il 3 marzo il popolo bolognese si ribella al Papa, caccia i nobili e dà l'avvio al Governo dei Riformatori.

1420 - 1435: Anton Galeazzo Bentivoglio


AntonGaleazzo
(Jacopo della Quercia)

Anton Galeazzo Bentivoglio, figlio di Giovanni I,  dopo una breve scaramuccia in piazza con Canetoli, Gozzadini e Ghisileri, viene nominato capo del Governo dei riformatori, ma pur avendone la potestà, non si proclama signore di Bologna.

Incaricato dal Papa a svolgere missioni diplomatiche e militari un po’ ovunque, rientra a Bologna nel 1435 fra l’esultanza della popolazione, ma il Cardinal Legato Giovanni da Treviso e il suo vice Baldassarre d’Offida, dopo averlo convocato in comune come ospite, lo imprigionano e lo fanno strangolare in Palazzo Re Enzo.

Anche il secondo tentativo dei Bentivoglio di diventare Signori di Bologna, cade miseramente nell’arco di appena venti giorni.

1435 – 1445: Annibale

Anton Galeazzo lascia un figlio, Annibale, che al momento dell’omicidio è fuori Bologna. Sarà però lui ad attirare le simpatie dei bolognesi e a tentare la nuova strada della Signoria.


Annibale
(Nicolò dell’Arca)


Nicolò Piccinino


Galeazzo Marescotti

1438: Di nuovo i Visconti

Dopo alcuni anni di forte anarchia sono gli stessi bolognesi (in attesa di Annibale) a richiedere l’aiuto dei Visconti per stabilizzare le cose interne e, come sempre, i Visconti inviano un loro plenipotenziario.

Si tratta di Francesco Piccinino (figlio del più famoso Nicolò, noto capitano di ventura del tempo), che instaurerà a Bologna un rigido ed assoluto governatorato.

1441 - 1445: Ritorno e prigione di Annibale


Annibale Bentivoglio Imprigionato
(quadro di Luigi Serra)

Annibale rientra a Bologna, senza al momento nulla pretendere per quanto riguarda un’eventuale sua signoria.

Ma il Piccinino intuisce il pericolo che tale personaggio rappresenta per il suo potere e, con un inganno, lo fa catturare ed imprigionare nella rocca di Varano, presso Parma.

Per mesi, nessuno sa più nulla di Annibale, ma quando si viene a sapere dov’esso è prigioniero, Galeazzo Marescotti e quattro suoi compagni vanno a Varano, e lo liberano, compiendo un’impresa epica.

1445: Annibale Signore di Bologna

La stessa notte in cui Annibale e Ludovico rientrano a Bologna di nascosto, dopo la fuga di Varano, scoppia la rivolta dei Bolognesi contro il Piccinino. Una volta tanto le maggiori Famiglie della città (da un Lato Bentivoglio e Marescotti, dall’altro Canetoli e Ghisileri) si dimenticano della loro discordia ed insieme liberano Bologna ed eleggono Annibale capo dei Sedici Riformatori, in pratica Signore di Bologna.

Gli stemmi di alcune famose famiglie bolognesi


Marescotti


Canetoli


Fantuzzi


Fava


Isolani


Malvezzi


Ghisileri

 

1445: Assassinio di Annibale


Annibale Bentivoglio
(scultura attr. A Nicolò dell’Arca)

Brevissimo il periodo di riappacificazione fra Bentivoglieschi e Caneshi (sostenitori dei Canetoli, fra cui i Ghisileri): appena pochi mesi..

Il 24 giugno Annibale è invitato dai Ghisileri, prima a messa in San Pietro, poi a casa loro per festeggiare il battesimo di un nuovo erede. Annibale accetta l’invito, ma davanti alle case Canetoli, viene circondato e ucciso per strada.

E’ il terzo Bentivoglio che ha assaporato la Signoria solo per alcuni giorni, ma l’egemonia della famiglia sulla città permane, perché questa volta il popolo e le famiglie alleate (Marescotti, soprattutto, ma anche Pepoli, Malvezzi e Fantuzzi) sono tutti dalla parte dei Bentivoglio e respingono l’assalto al potere di Canetoli e Ghisileri.

Gli autori dell’omicidio vengono via via scovati e giustiziati ad uno ad uno, le loro case distrutte e i loro famigliari definitivamente allontanati da Bologna.

1446: I Bentivoglio alle ricerca di un Capo

Il figlio di Annibale, Giovanni, legittimo erede e successore, ha appena due anni ed è evidente che non può assumere alcuna eredità e, soprattutto, carica pubblica.

Galeazzo Marescotti rifiuta di assurgere a Signore di Bologna, anche ad interim (“Sarò sempre - dirà - il primo difensore di Bologna, ma mai il suo signore”), accetta, però, di essere il tutore di Giovanni.

Ma occorre un Bentivoglio e questo al momento non c’è.